di Giuseppe Messina

Chiara Lena, tra le più promettenti cantautrici del nuovo panorama musicale italiano, torna a far breccia nei cuori degli ascoltatori con “Pensando che” (Pako Music Records/Visory Records/Thaurus), il suo nuovo singolo.

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Dolcezza, melodia ed emozione: tre sostantivi che descrivono il mondo di Chiara e la sua musica, attraverso la quale esprime sentimenti, timori e speranze che sfociano e si fondono nella sua vocalità cristallina.

Una canzone che viene dall’anima per giungere all’anima di chi l’ascolta, un brano nato come risposta della giovane artista alla domanda “Cos’è l’amore?”.

Scritto dalla stessa Chiara Lena e prodotto da Bruno “Willy Rock” Bogliolo e Chrstian Gheno presso il MusicaLab2.0 di Savona, “Pensando che” è un pezzo che racconta le molteplici sfaccettature dell’amore, compresa quella, dolorosa ma a volte inevitabile, del distacco, o dell’univocità del sentimento, perché amare, a volte, significa anche lasciar andare, perché amare, a volte, significa vivere di un battito rubato, di uno sguardo, seppur non contraccambiato, che ci fa scorgere in un solo istante la bellezza dell’esistenza.

Un solo istante è quello che basta per innamorarsi, quello in cui il tempo si ferma, ma poi, inesorabile, continua la sua corsa – «domani è stato ieri, ma ormai mi sono persa in mezzo ai tuoi pensieri e non c’è meta migliore del tuo sorriso raggiante» – e ci lascia assorti, completamente immersi nei dettagli dell’altro, quei dettagli che ci fanno sussultare, portandoci a pensare che «a volte, la vita può sorprendere», ma anche a chiederci se «c’è posto anche per me in quel tuo cuore che si nasconde».

L’animo si eleva, diventando una tela perfetta su cui dipingere l’ideale di partner – «ora sei senza difetti o forse, meglio dire, amo anche quelli» – ed i momenti condivisi diventano poesia – «i tuoi occhi si assottigliano, le tue labbra che si incurvano, è un’esplosione di farfalle e non so come fermarle» -, ma le speranze si scontrano con la realtà, una realtà che non sempre ci conduce nella direzione in cui vorremmo andare, una realtà che a volte non coincide con ciò che proviamo, lasciandoci in bilico tra sogno e disillusione «non mi vedrai mai per come io vorrei».

Ma l’unilateralità dell’amore non può e non deve privarci della capacità di amare, né tantomeno portarci a nasconderci, a vergognarci di provare od aver provato un sentimento così forte, potente: un fuoco che arde, ma non va tramutato in rabbia, bensì in carburante, in una sorta di prova empirica, di testimonianza del nostro esistere, di quell’essere in grado di donare senza chiedere nulla in cambio, desiderando soltanto – e sinceramente -, la felicità dell’altro, allontanando così la possessione e lasciando spazio solamente al lato più puro ed autentico dell’Amore.

«Non nasconderti più, vivi senza rimpianti.
Non nasconderti più, cogli tutti gli istanti.
Non nasconderti più, lo sai che sei speciale».

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